Swahili: la lingua della Tanzania e di Zanzibar

Data di pubblicazione
23 Luglio 2024

Dove si parla lo swahili, la lingua della Tanzania e di Zanzibar

La Tanzania e Zanzibar si sono unite nel 1963, dando vita alla Repubblica Unita di Tanzania. Questo ci fa pensare che il paese nel suo complesso sia unito anche dal punto di vista linguistico, il che è in parte vero: in generale, la prima lingua parlata è lo swahili (la lingua ufficiale del paese, che fa parte della sottofamiglia delle lingue bantu), ma viene utilizzata anche una seconda lingua, l’inglese.

Tuttavia, sebbene la maggior parte della popolazione indigena si trovi in Tanzania (circa 15 milioni), la lingua è parlata anche in altri Paesi, , tra cui Congo, Isole Comore, Uganda, Ruanda, Burundi, Zambia, parti dello Yemen e dell’Oman, Madagascar e Kenya (dove non solo è considerata una lingua ufficiale, ma anche una materia obbligatoria nelle scuole dagli anni ’80).

Caratteristiche della lingua ufficiale della Tanzania, lo swahili

Lo swahili è una lingua bantu, appartenente al ceppo linguistico del Niger-Kordofan, parlata, come abbiamo visto, in molte parti dell’Africa e non solo. Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche che vanno sottolineate e che riguardano soprattutto l’effettiva concentrazione di questa lingua tra la popolazione: se è vero che, come abbiamo detto, è parlata in molti luoghi, è anche vero che non è utilizzata in tutti i luoghi come lingua quotidiana.

Un esempio è il Kenya, dove lo swahili è ampiamente utilizzato dalle istituzioni e dalle autorità locali, nelle scuole e nelle aziende, ma non è comunemente usato dalle persone a casa. Questo vale anche per altri Paesi, dove i dialetti legati allo swahili sono più diffusi.

La caratteristica principale di questa lingua è che è molto flessibile, il che spiega perché la popolazione è stata in grado, nel corso del tempo, di “piegarla” e manipolarla in base alle esigenze e ai bisogni delle diverse relazioni storiche e sociali, oltre che culturali, dei diversi popoli che la parlano o l’hanno parlata: è proprio questa varietà che ha dato origine ai diversi dialetti di cui parleremo in seguito.

Nome e storia della lingua tanzaniana Swahili

La lingua ha una storia molto antica: il nome “swahili” deriva dall’aggettivo arabo sawahili, che significa “costiero” e si riferisce in particolare alle popolazioni della costa orientale dell’Africa. Da questa radice derivano diverse costruzioni, ecco perché “mswahili” si riferisce alle persone che parlano la lingua, mentre “uswahili” si riferisce alla cultura ad essa associata.

Le prime tracce dell’uso di questa lingua risalgono alle prime comunicazioni sulle rotte commerciali che collegavano l’Africa e l’Asia, nel I secolo a.C., quando la sua funzione era molto importante per la sua natura multiculturale: infatti, i primi prestiti linguistici da altre lingue erano numerosi, soprattutto in quel periodo, con una caratteristica flessibilità che non si è persa nemmeno in epoca coloniale, quando ha continuato a mutare e contaminarsi con altri idiomi.

Classificazione e relazione contre lingue

In linguistica, lo swahili è classificato tra le lingue bantu e appartiene al sottogruppo noto come sabaki, che è imparentato con le lingue Miji Kenda come il Pokomo e il Ngazija, oltre che con le lingue delle Comore.

Come avevamo previsto, i suoi rapporti con le altre lingue sono molto aperti ed è vero che ha subito molte influenze, mutazioni e prestiti nel corso del tempo: se è vero che in alcuni casi la stessa frase può essere detta in più modi, le lingue non bantu tendono a essere più eleganti e quelle bantu più volgari.

Ripartizione geografica

Come prevedibile, la sua distribuzione geografica è molto ampia e, sebbene sia ufficialmente considerata la lingua della Tanzania e di Zanzibar, non viene utilizzata solo in queste regioni. Infatti, è essenzialmente la lingua madre del popolo Swahili (dove per Swahili si intende non solo la popolazione che vive in Tanzania o a Zanzibar, ma anche in altre isole come Pemba, Mafia, Lamu, Madagascar e altre parti dell’Oceano Indiano), ma è anche parlata in Kenya, Uganda, Ruanda, Congo e, in generale, in gran parte dell’Africa sub-sahariana.

Come lingua ufficiale, è parlata in Tanzania, Uganda, Ruanda e Kenya. Insieme ad altre cinque lingue, è la lingua più diffusa nell’Unione Africana.

Vedi anche il I parchi nazionali della Tanzania.

Introduzione al vocabolario e al tempo

Per quanto riguarda il vocabolario, è davvero molto ricco, poiché lo swahili è, come abbiamo detto, una lingua piena di parole derivate dall’estero e, essendo una lingua flessibile e aperta, ha molti termini presi in prestito da altre lingue. Ad esempio, ci sono molte influenze dall’arabo, dal persiano, dall’inglese, dal portoghese e persino dal tedesco (non c’è da stupirsi, visto che la Tanzania è stata fortemente colonizzata dalla Germania). Alcune di queste parole sono, ad esempio, “meza”, che in portoghese significa “tavolo”; “kompyuta”, che ricorda la parola inglese per “computer”; “shule”, che ricorda la parola tedesca per “scuola”.

Vale la pena notare l’uso dello Swahili per indicare le ventiquattro ore del giorno e della notte: il sistema di numerazione Swahili conta le ore dall’alba al tramonto, mentre la cifra zero non viene utilizzata.

Dialetti

Abbiamo previsto che lo swahili sia attualmente utilizzato soprattutto dalle istituzioni, dalle imprese e dalle autorità locali, come lingua di informazione o di comunicazione tra le amministrazioni, i media o le scuole, ma è soprattutto il suo dialetto a essere più diffuso. Anzi, forse dovremmo dire i suoi dialetti, dato che ne esistono diversi tipi a seconda del luogo in cui si sono formati e si sono affermati tra la popolazione.

In realtà, il dialetto principale (o quello considerato standard e più diffuso) è solo quello di Zanzibar, ma in generale la lingua parlata presenta molte forme diverse e differenze significative tra le varie regioni in cui viene utilizzata come principale forma di comunicazione domestica. Esistono ben sette dialetti e tre sotto-dialetti. Questi includono il dialetto KiUnguja, su cui si basa lo Swahili standard e che viene parlato in particolare a Zanzibar e in altre parti della Tanzania; il dialetto KiMvita (parlato in Kenya e a Mombasa) e il dialetto KiAmu (ampiamente parlato sulla costa orientale dell’Africa).

Gianluca Donati

Gianluca Donati

Gianluca Donati – Co-fondatore e organizzatore di Safari Avventura Gianluca Donati è l’organizzatore e responsabile marketing di Safari Avventura, un tour operator locale specializzato in safari in Tanzania, Zanzibar e Uganda. Nato da una profonda passione per la natura africana e l’ospitalità locale, Gianluca ha cofondato l’agenzia insieme alla guida esperta Francis, conosciuta durante un safari. Da allora ha dedicato oltre un decennio a perfezionare itinerari autentici, etici e profondamente legati alla fauna, alle culture e ai paesaggi della Tanzania. La sua esperienza abbraccia l’organizzazione di oltre 30 diversi percorsi nei principali parchi nazionali e riserve, oltre alla promozione di safari responsabili certificati da TanzaniaTourism. Gianluca unisce la conoscenza diretta del territorio a un’attenzione costante per il cliente, diventando un punto di riferimento per i viaggiatori italiani alla scoperta della vera essenza dell’Africa.

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